Un provincia da vivere, conoscere (e sorvolare)

Ospiti della Pro Loco, abbiamo ammirato Varese da una prospettiva insolita: a bordo di un elicottero. L'idea è che questo apparecchio, ben organizzato e a prezzi accessibili, possa fare la differenza in ottica di rilancio turistico. Vi raccontiamo una mezz'ora da mozzare il fiato

L’elicottero di Alessandro Bonanomi, partito da Fino Mornasco, ci raggiunge al Palace Grand Hotel di Varese, tra i pochi alberghi che vantano uno spazio verde in grado di accogliere atterraggi e decolli in tutta sicurezza.

L’apparecchio è pronto a mostrarci le bellezze del varesotto da una prospettiva insolita, agile, contenuta nei tempi, intensa nelle emozioni.

Siamo ospiti di Roberto Bianchi, presidente di Pro Loco, ma soprattutto manager esperto nell’ambito nell’organizzazione di grandi eventi, convinto che il rilancio turistico del territorio non possa prescindere da un concetto di attrattività diverso, accattivante, accessibile ma non per questo meno ambizioso.

Adesso, però, è tempo di salire a bordo, allacciare le cinture, aprire gli occhi, puntare la telecamera e, soprattutto, spalancare il cuore.

La giornata ha premiato le nostre aspettative: cielo limpido, sole radioso, colori vividi. Varese sfoggia tutto il suo invidiabile e variegato splendore.

Salutiamo il borgo del Sacro Monte e, poco più su, l’hotel Campo dei Fiori. Il verde degli alberi ci accarezza come un soffice cuscino, mentre sorvoliamo il sentiero che porta al forte di Orino. Case e frazioni punteggiano un panorama capace di rapirci lo sguardo, complice la conformazione dell’elicottero, che ci permette di godere appieno di ogni ritaglio, di ogni angolo, di ogni suggestivo scorcio. Le distanze si annullano. Varese, dal lago alle vette, si esprime in un’unica sinfonia di silenzi e colori.

Oltre il nudo spazio che sovrasta il cementificio, ritroviamo una natura dominante e veniamo letteralmente abbracciati dal lago Maggiore.

Alessandro ci indica il magnifico Eremo di Santa Caterina del Sasso, prima di fare rotta sulla sponda piemontese, che in pochi passi ci sembra di toccare. L’apparecchio viaggia a 240 kmh, ma a chi sta a bordo i movimenti appaiono impercettibili.

Volteggiamo sui centri abitati prossimi alla costa, salutiamo le isole Madre, Bella e Pescatori e poi affondiamo lo sguardo sulla profondità del grande specchio, solcato da una lingua dorata di sole.

Pochi attimi e ci ritroviamo ad Angera, dove una morbida virata avvolge la Rocca, la sua corte e i suoi regali giardini.

Prima di tornare alla base, gettiamo uno sguardo alla zona di Ispra e al lago di Monate, che in qualche secondo cede il passo al bacino di Comabbio e, di lì a poco, a quello di Varese.

Il tempo di un sospiro, incantato e già nostalgico, e l’apparecchio si adagia sul verde tappeto del Palace. L’esperienza è durata mezz’ora, ma resterà scolpita nella memoria e nei nostri racconti per molto più tempo.

Matteo Inzaghi

 

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