Una panchina viola e un convegno per parlare di epilessia, contro lo stigma e l’isolamento sociale. Domenica 15 marzo a Cassano Magnago è in programma l’iniziativa “Metti in panchina l’epilessia”, campagna di sensibilizzazione promossa dalla LICE (Lega Italiana contro l'Epilessia) e la sua Fondazione.
L’appuntamento si aprirà alle 10 con lo svelamento della panchina lungo la passeggiata del Donatore al Parco della Magana. A seguire, alle 10.30 in Villa Oliva, il convegno dal titolo “Oltre la crisi, io non sono la mia crisi”, con interventi di medici e specialisti del settore.
La mattinata si aprirà alle 10 con l’inaugurazione della panchina viola lungo la passeggiata del donatore al Parco della Magana. Alle 10.30, a Villa Oliva – Sala Crespi – prenderà il via il convegno “Oltre la crisi, io non sono la mia crisi”. Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Cassano Magnago Pietro Ottaviani e del dottor Isidoro La Spina, direttore della Struttura Complessa di Neurologia dell’Asst Valle Olona, interverranno diversi specialisti.
Tra i relatori la dottoressa Laura Canevaglia, neurologa e coordinatrice UCE Regione Lombardia della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta, con un intervento di inquadramento sull’epilessia; il professor Pierangelo Veggiotti, primario di neurologia pediatrica dell’Ospedale Buzzi, che parlerà delle epilessie infantili; la dottoressa Elisabetta Dalla Valle, neurologa referente del CRE dell’Ospedale di Gallarate; la dottoressa Silvia Villa, neurologa del CRE di Gallarate, che illustrerà l’organizzazione del centro e dei servizi dedicati ai pazienti.
Interverrà inoltre la dottoressa Giovanna Contarini, presidente dell’Associazione Epilessia Lombardia ETS, con un approfondimento sul percorso di cura e supporto alle persone con epilessia, mentre Eloisa Farinon, educatrice dell’Asilo San Giulio di Cassano Magnago, porterà il racconto di un’esperienza diretta.
A chiudere i lavori sarà il dottor John Tremamondo, direttore socio sanitario dell’Asst Valle Olona. L’iniziativa punta a informare e superare i pregiudizi ancora legati a questa patologia, promuovendo consapevolezza e inclusione.






