Il Covid sulla pelle, la scoperta del Circolo

Il reparto diretto da Maurizio Lombardo fa fronte a un'escalation di melanomi, balzati da poche decine a più di 100 in 10 anni. Nel contempo, l'Ospedale di Varese individua il virus annidato nell'epidermide

Da un lato, l’aumento preoccupante dei casi, dall’altro una scoperta tutta varesina.

Sono circa 100 – spiega il direttore facente funzione Maurizio Lombardo i melanomi della pelle che ogni anno vengono curati nel reparto di Dermatologia dell’Ospedale di Circolo (22 casi, a Varese, ogni 100 mila abitanti, contro una media nazionale di 13 ). In dieci anni si sono quasi triplicati: erano infatti 38 solo dieci anni fa.

Anche in questo caso, la parola d’ordine resta prevenzione. Ma l’efficacia del sistema medico e organizzativo del Circolo si riflette anche su coloro che stanno ancora combattendo la battaglia oncologica e che possono contare su due interventi. Da un lato, quello terapeutico, che Lombardo definisce intelligente e che nel 50% dei casi porta a una guarigione definitiva (con i 4 punti percentuali di qualche anno fa).

Dall’altro, quello della continuità, che nonostante l’emergenza covid non ha rallentato l’operatività della Dermatologia varesina.

Notizia di particolare rilevanza, poi, la scoperta del coronavirus annidato nella pelle. Il gruppo di dermatologia varesina, in stretta sinergia con i patologi, ha individuato addirittura due virus di specie diverse in una stessa cellula (foto), condividendo l’importante novità con un team di scienziati spagnoli.

Infine, come sottolineato dal direttore sanitario di ASST Sette Laghi Lorenzo Maffioli, è in corso un progetto di teledermatologia basato sulle nuove tecnologie e sulla diagnosi a distanza in sinergia tra il medico di medicina generale che si trova presso il paziente e lo specialista collegato in remoto. 

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