Sono parole che gelano il sangue quelle pronunciate dall’ex delle Brigate Rosse, Franco Bonisoli. Sono passati quarant’anni, quasi 41, dal rapimento e dall’esecuzione di Aldo Moro, ma il colpo al cuore resta sempre lo stesso. Accanto a lui, sul palco dell’auditorium Mahler di Milano non c’è una persona qualsiasi. Agnese Moro è una delle figlie dello statista della Democrazia Cristiana, l’unica che non senza ostacoli e un lungo percorso ha scelto di aprire un dialogo con coloro che il 16 marzo 1978 le inflissero il dolore più profondo della sua vita. L’incontro vale di più di un perdono impossibile. Di fronte alla storia, di fronte a questa storia ci sono ancora oggi 1300 giovani delle scuole di tutto il nord Italia che grazie al Centro Asteria di Milano, anche quest’anno, hanno potuto capire quanto la violenza possa distruggere la vita delle persone davanti e dietro il fucile.
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Aldo Moro, dall'odio all'abbraccio
Agnese Moro e Franco Bonisoli, la figlia dello statista della DC e uno dei brigatisti che lo sequestrarono il 16 marzo del 1978. Si sono incontrati, dopo un lungo percorso
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