In guerra… con le palle girate

Michele D'Andrea racconta la Storia ai ragazzi, tra aneddoti e curiosità

Avere le palle girate, un modo di dire che trae origine da un tipo di munizionamento da fucile realizzato artigianalmente dai soldati nella prima Guerra Mondiale, e che aveva appunto le “palle” girate. Si estraeva dunque il proiettile, la palla quindi, dal suo bossolo e lo si ri-inseriva capovolto: la minor stabilità della traiettoria era compensata dal fatto che – quando il proiettile colpiva il bersaglio – lo feriva pesantemente, provocando ferite difficilmente rimarginabili. E poiché tali proiettili erano espressamente proibiti dalle convenzioni internazionali, i soldati che li usavano erano considerati un po’ folli, appunto con le palle girate.

Questa e altre curiosità in merito alla Grande Guerra al centro dell’incontro organizzato oggi al teatro di Varese e che ha coinvolto 500 studenti provenienti dalle scuole superiori di tutta la Provincia.  Sul palco, Michele D’Andrea, un passato alla dirigenza del Quirinale e una vita spesa a studiare la Storia. D’Andrea ha creato lo stendardo presidenziale, gli stemmi dell’Esercito, della Marina, dei Carabinieri, della Polizia.  E oggi gira l’italia per raccontare la Guerra dal punto di vista dei soldati. Di chi ha imparato a convivere con la morte negli occhi, di chi è riuscito a sopravvivere. E di chi non ce l’ha fatta.

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