Orti di Bregazzana, il sapore del reinserimento

L'iniziativa sociale del Centro Gulliver si propone di favorire il ritorno al lavoro di soggetti reduci da un periodo di inattività, dovuta a detenzione o disagio psicofisico. Tra i partner, l'ISIS Newton e l'ottica NAU. Curtò: "Restituiamo dignità e serenità alle persone più fragili"

Prodotti della terra, biologici, genuini e dal grande valore sociale.

Gli Orti di Bregazzana, brand nato nel 2015 all’interno della cooperativa Homo Faber, spostano l’asticella della propria centralità nel cuore solidale della comunità varesina e, grazie al nuovo progetto tardato Gulliver, diventano fucina di reinserimento nel mondo del lavoro a favore di chi è reduce da periodi di inattività, perché uscito dal carcere o perché afflitto da particolari forme di disagio.

L’iniziativa, spiega il presidente del Centro Emilio Curtò, gode di autorevoli partnership – come quella con la NAU, nel cui negozio di Corso Matteotti si espongono e vendono prodotti coltivati a Bregazzana, o come l’Isis Newton, che schiera sul campo una quarantina di studenti dell’indirizzo agrario – e si sposa con il precedente progetto Gulliver a misura di adolescente denominato Non ci sto dentro.

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