Alberto Lolli ce l’ha fatta: è lui i Pavese dell’Anno. La notizia, diffusa al termine delle votazioni il 6 gennaio, è stata accolta con soddisfazione in città e in particolare nella centrale parrocchia di San Giovanni, dove era stato vicario.
Sacerdote varesino, di Bizzozero, dal 2017 è diventato rettore dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, trasformando campo incolto e abbandonato da tempo in Horti: uno spazio pubblico in cui si intrecciano natura, arte contemporanea, cultura e inclusione sociale, con un cascinale secentesco trasformato in scuola per persone con disabilità e detenuti. Un impegno che, grazie a ben 7.394 voti, gli è ora valso la nomina a "Pavese dell’anno 2025" nel concorso lanciato dal quotidiano La Provincia Pavese.
“Il voto non è per me ma per Matteo e i venti ragazzi che sono rinati, lavorando agli Horti”, aveva commentato il prete chiedendo di far girare la voce ai propri contatti. Un appello che non è rimasto inascoltato in città, dove non è mancato il tam tam sui social. Chissà che anche il supporto bustocco non abbia aiutato don Lolli a conquistare il riconoscimento.
In foto: don Alberto Lolli nella basilica di San Giovanni mentre officiava le esequie di Bruno Paneghini, lo scorso 2 dicembre






