Non evitare ciò che fa male, ma attraversarlo. È questo il senso del messaggio pasquale del prevosto di Gallarate, don Riccardo Festa, che invita a guardare in faccia la realtà, sull’esempio di San Francesco, nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla sua morte.
Il riferimento è a un episodio del santo sulla via della conversione: “Francesco scese da cavallo, abbracciò il lebbroso e lo baciò”. Dirà San Francesco nel suo testamento “da quel momento tutto ciò che prima mi sembrava amaro si trasformò in dolcezza per l’anima e il corpo”. Non un racconto lontano, ma una chiave per leggere il presente.
“Non dobbiamo avere paura della storia umana”, sottolinea don Festa. Il richiamo è a una fede che non si sottrae al dolore, ma lo attraversa, come Cristo che scende “negli abissi” per trovare i giusti e portare salvezza. È lì, nelle situazioni che mettono a disagio, che può nascere una possibilità nuova.
In questo contesto si inserisce anche la proposta di rilanciare la chiesa di San Francesco come “monastero in città”: ogni domenica, dalle 16 alle 17.30, adorazione e rosario aperti a tutti. “Non è solo devozione personale, ma preghiera a servizio della città”.






