“Me l’ha trasmesso la mia mamma: lei se n’è occupata per vent’anni e, alla sua morte, mi ha lasciato le chiavi”: in occasione della tradizionale Festa del 16 agosto, a Varese, Amos Stefanoni ci spiega così perché da 3 decenni vegli come custode sulla cappelletta di San Rocco a Casbeno, all’ombra della quale è cresciuto. Quindi, spiega il suo grande cruccio e (ri)lancia l’appello: “Per tanto tempo è stata chiusa, poi sono andato a parlare col prevosto è arrivata la messa. Sono anni che mi batto per il suo restauro, ma il problema non è mai stato risolto. Spero di poterla vedere in ordine prima di morire, ma non so se ci riuscirò”
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Varese: Il custode, “San Rocco a posto prima che io muoia”
Amos Stefanoni, custode della cappelletta di San Rocco a Varese: “Spero di vederla in ordine prima di morire”
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Redazione Rete55
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