Il Nome della Rosea: titolo ironico, evocativo, emblematico, visto che la Gazzetta è stata per decenni il quotidiano più letto, più sfogliato, più acquistato e più invidiato da chi, almeno in Italia, ha raccontato lo sport accontentandosi del secondo o terzo posto.
Di quell’avventura ha fatto parte anche Flavio Vanetti, accolto dal Panathlon Varese del presidente Felice Paronelli e intervistato dal collega Fabio Gandini.
Il giornalista varesino che nel suo libro racconta i pirotecnici anni Ottanta, vissuti a bordo di un quotidiano che ha segnato l’immaginario collettivo anche sul fronte delle inchieste, basti citare quella che svelò il retroscena della missione di Ambrogio Fogar al Polo.
Anni diversi, lontani, soprattutto per chi appartiene alla vecchia scuola dell’informazione: quella della carta, delle redazioni chiassose. E di un’esperienza vissuta a perenne contatto con la realtà, la narrazione, delle donne, degli uomini. E del Mito.
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