Stefano Botti, vincente predestinato

Il figlio di Alduino è abituato al successo e alla leadership, vissuta prima come gentleman rider e ora da allenatore e proprietario

È un predestinato Stefano Botti, già fuoriclasse dei gentleman rider con 15 scudetti e circa 670 vittorie nella categoria.
Sceso da cavallo, il figlio di Alduino ha fatto onore al blasone della famiglia, indirizzata all’ippica da nonno Edmondo, diventando allenatore di successo proprio come il papà, al vertice dal 1973 e superato in classifica soltanto due volte: da Bruno Grizzetti, trainer più vincente nel 2001 e nel 2002.
Nella puntata numero 136 di Mondo Galoppo, Stefano Botti, che nel 2021 ha riconfermato il primato tra i proprietari e mantenuto, insieme al padre, quello tra gli allenatori, si racconta a Filippo Brusa, parlando dei purosangue in cui nutre più aspettative, a partire dal figlio di Australia, Arrival: il baio della Incolinx, a segno nelle due corse finora disputate a Roma – il Premio Garim (maiden) e il Premio Campobello (Listed Race) – potrebbe essere candidato al Derby, vinto l’ultima volta dai Botti nel 2019, grazie a Keep On Fly (Rip Van Winkle).
Non manca il riferimento al quartier generale dell’erede di Alduino: il centro di allenamento di Cenaia, in provincia di Pisa, che si estende su una superficie di circa 35 ettari e presenta piste in salita, molto simili a quelle di Warren Hill a Newmarket.
La puntata si chiude con il ricordo della «sana rivalità» che negli anni Novanta ha attratto l’attenzione nel mondo dei gentleman rider. Da una parte proprio Stefano e, dall’altra, Paolo Zanasca, che interviene in trasmissione per ricordare le sfide di un tempo con cavalli, anche di primissima fascia, di allenatori a loro volta concorrenti: il rampantissimo Grizzetti antagonista degli affermatissimi fratelli Alduino e Giuseppe Botti.

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