«Se tutte le persone che acquistano un cavallo lo trattassero come un familiare, probabilmente il nostro ambiente sarebbe diverso: non legato esclusivamente al fattore economico, alle scommesse, al gioco e al budget, ma molto più piacevole da vivere e in grado di attrarre a sé la passione e l’entusiasmo di tante nuove famiglie».
È Nicola Galli a lanciare questa provocazione nella puntata numero 106 di Mondo Galoppo, subito dopo essersi commosso per aver parlato di Micolo, da lui montato in corsa, quando ancora faceva il gentleman rider, e trattato come un figlio fino a due mesi fa, quando il purosangue figlio di Bering e Lady Quachita, nato il 1 marzo del 1995, è morto all’età di 26 anni.
Ora proprietario e allevatore, Galli racconta a Filippo Brusa le ragioni che lo hanno spinto a non entrare più in un ippodromo italiano e a cercare invece di aprire alla sua Scuderia Micolo una nuova dimensione in Francia, dove sta raccogliendo ottime soddisfazioni, come quelle offerte, ad esempio, da Pure Zen (Zoffany e Dolce Attesa), vincitrice del Prix Francois Boutin (Listed) e seconda del Prix de Sandringham (Gruppo 2).
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Micolo, come un figlio
«Se tutte le persone che acquistano un cavallo lo trattassero come un familiare, probabilmente il nostro ambiente sarebbe diverso». È il proprietario e allevatore Nicola Galli a lanciare questa provocazione nella puntata numero 106 della trasmissione di Filippo Brusa
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