Stop all’importazione di prodotti scadenti e cibi sintetici, no alla norma sui terreni incolti, sì alla valorizzazione delle tipicità.
Una delegazione varesina di Coldiretti si è unita ai colleghi di tutta Italia per far sentire la voce di allevatori e agricoltori nel cuore dell’Europa.
Mentre il Palazzo discute di leggi e interventi, gli addetti ai lavori protestano per restituire al settore dignità e centralità. Il presidente provinciale Pietro Luca Colombo ricorda che i produttori lombardi garantiscono il 17% dei cereali italiani, il 40% del latte, il 40% del riso e una quota consistente di pollame, uova e miele. Una dote che andrebbe sostenuta, ma che rischia di crollare se apriremo le porte nazionali a prodotti esteri al di sotto dei nostri standard e un vincolo, quello del 4% di terreni che l’Europa pretende rimangano incolti: “Perché rinunciare a lavoro e ricchezza, se poi spendiamo in importazioni?”. In sostanza, chiosa coldiretti, stop alle politiche ideologiche, avanti col buonsenso.
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