Gallarate: Il Coro Divertimento chiude la Milano Civil Week

Il Coro Divertimento Vocale scelto dal Corriere per chiudere la Milano Civil Week. Spairani “Ci inorgoglisce”

Sarà il Coro Divertimento Vocale di Gallarate, il “coro pop-rock più numeroso e sconvolgente che ci sia in circolazione” a chiudere la Milano Civil Week, manifestazione dedicata alla cittadinanza attiva e solidale, promossa dal Corriere della Sera. E lo farà il prossimo 9 maggio, a Palazzo Giureconsulti, in piazza Mercanti alle 18.30, non lontano dal Duomo. Una chiamata inaspettata, dopo che il gruppo è stato notato online, un altro importante traguardo per celebrare, quest’anno, i 30 anni di attività.

“È un riconoscimento importante. Hanno visto e nostre esibizioni su YouTube e ci hanno chiamato direttamente: è qualcosa che ci inorgoglisce”, racconta il presidente Luciano Spairani. Un percorso costruito nel tempo, tra palchi importanti come quello di Italia's got Talent e oltre trecento concerti, spesso legati al sociale.
All’origine, una storia semplice ma forte: un gruppo di studenti delle medie che, finita la scuola, non voleva interrompere quell’esperienza. Da lì, negli anni, una crescita continua fino a diventare oggi un ensemble che coinvolge circa 150 voci e una band, tra generazioni diverse, famiglie e nuovi ingressi.

Per il direttore Carlo Morandi la cifra distintiva del gruppo resta l’autenticità: “Sono gli stessi ovunque, in prova come sul palco. Quando costruisci qualcosa di vero, il pubblico lo percepisce e si crea una comunicazione che va oltre”. Non la ricerca della performance a ogni costo, ma il desiderio di condividere un’esperienza che faccia stare bene, dentro e fuori dal palco.

Un approccio che si intreccia naturalmente con i valori della Civil Week – inclusione, partecipazione, comunità – e che si traduce in uno spettacolo capace di coinvolgere. “Entusiasmo, energia, relazioni, spensieratezza”: queste le emozioni che il coro vuole portare a Milano.

Per il maestro Morandi è anche un ritorno sul palco carico di significato, dopo 3 mesi di assenza obbligata: “È come tornare a casa, in una famiglia molto allargata. Ed è un'emozione fortissima”.

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