A Somma Lombardo nessuno riesce a mettere il sigillo sulla partita. La sfida tra centrosinistra e centrodestra resta apertissima e si trascinerà fino al ballottaggio del 7 e 8 giugno. Stefano Aliprandini chiude davanti, ma il vantaggio su Silvio Pezzotta è sottilissimo: appena circa 150 voti. Troppo pochi per parlare di fuga, abbastanza per alimentare due settimane di tensione politica.
È stato uno scrutinio vissuto come un lungo duello, colpo su colpo, sezione dopo sezione. Un continuo testa a testa, mentre nei due quartier generali — quasi dirimpettai — si alternavano silenzi, applausi, telefonate e sguardi inchiodati ai numeri che scorrevano sugli schermi.
Nel centrosinistra, con il vantaggio iniziale, per qualche ora si era persino accesa l’idea di chiuderla subito. Poi però la rimonta del centrodestra ha raffreddato entusiasmi e certezze, riportando tutti alla previsione della vigilia: serviranno altri quindici giorni per decretare il vincitore.
Aliprandini si ferma poco sotto il 47%, Pezzotta supera il 44%. E ora diventano pesanti i voti delle liste escluse, soprattutto Azione e poi SommaSì, che insieme valgono quasi il 9% dei votanti, Pulli non rilascia dichiarazioni, Nervo è soddisfatto “avendo superato altre liste anche appoggiate a livello nazionale”, sottolinea.
Il Partito Democratico resta il primo partito cittadino, anche se perde terreno rispetto al 2020. Nel centrodestra cresce Fratelli d’Italia, bene anche Forza Italia, mentre la Lega registra un forte calo.
Sullo sfondo resta anche il dato dell’affluenza, crollata poco sopra il 45%: un esercito di elettori rimasti a casa che potrebbe decidere davvero la sfida finale.






