Luino: La lezione di Pellicini? "Il veleno non paga"

Il trionfo di Pellicini a Luino risponde in modo netto e inconfutabile alla lettera al vetriolo di Galimberti

A due giorni dal voto e a poche ore prima dal silenzio elettorale, il sindaco di Varese Davide Galimberti indirizzava ad Andrea Pellicini una lunga reprimenda, criticandolo per non aver lasciato lo scranno alla Camera nonostante la candidatura a sindaco di Luino.
In senso pratico, l’esponente PD rimproverava il deputato meloniano perché, a suo avviso, in caso di vittoria avrebbe trascurato il Comune nei giorni di impegno a Roma.
Rilievo cui l’onorevole aveva già risposto, promettendo un lavoro di squadra che gli avrebbe consentito di tenere tutto sotto controllo, complice la decennale esperienza dei suoi primi due mandati.
Ma il punto è un altro ed è squisitamente politico. Le parole di Galimberti, giunte a freddo e con delle finalità andate platealmente fuori bersaglio, avvelenano i pozzi di una collaborazione tra capoluogo e città di Luino, replicando un canovaccio che a questo territorio non ha mai giovato.
E’ chiaro a tutti che, dopo quella battutaccia, rispetto cui Pellicini si è detto “umanamente deluso”, i rapporti tra i due sindaci non saranno idilliaci.
E questo nuoce a tutti: perché rappresenta l’ennesima occasione mancata; l’ennesimo caso in cui il varesotto rinuncia a fare squadra preferendo muoversi in ordine sparso, senza nulla da guadagnare e molto da perdere.
L’altro giorno, proprio da Luino, il Maestro Riccardo Muti chiedeva ai politici di volare alto, preferendo lo spirito di servizio alle logiche di parte. Purtroppo, però, non resta che constatare un dato: ciò che suona ragionevole continua a risultare utopistico!

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