Chi sono o chi non sono i ragazzi di via Como. Basta fare due passi all’Informagiovani, tra gli studenti che frequentano l’aula studio e gli spazi comunali, il kebap, i bar per capire che la vita di quella strada non può essere identificata solo con i fatti di cronaca. Non si può fare una netta distinzione tra buoni e cattivi, tra stranieri e italiani, tra minorenni e adulti senza mettere al centro il problema del disagio a 360°.
I ragazzi sono i primi a dircelo, i colpevoli delle malefatte sono un dato oggettivo, ma sotto ogni forma di inciviltà c’è sempre un male di vivere che se non viene curato, oltre che punito, non si arriverà mai a una soluzione per tutti.
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Varese: “I ragazzi di via Como? Lo siamo tutti, siamo noi”
I ragazzi di via Como: “Vanno prima di tutto capite le cause del disagio di chi vive questra strada”
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