Varese: Polizia Locale, sindacato: “Risicata e accaldata”

Nota di fuoco del sindacato Diccap-Sulpm sul Comando di Varese: “Pochi agenti, poco armati e molto accaldati”

Pochi, accaldati, costretti in spazi inadeguati e scarsamente equipaggiati.
Non è proprio un bel "quadretto" quello della Polizia Locale di Varese, così come dipinto da DICCAP – SULPM, sindacato che invoca un cambio di rotta per consentire alle donne e agli uomini del Comando di lavorare degnamente.
Prima di tutto, i numeri: 59 agenti, ai quali si aggiungono comandante e ufficiali. In 10 lasceranno il servizio entro il 2027 per pensionamento o mobilità. E di assunzioni ne sono previste soltanto 3.
Una china costante, che va spopolando un corpo anziché rimpolparlo.
Ma non è solo questione di organici. C’è il nodo degli equipaggiamenti: a molti non va giù il pollice verso di Palazzo Estense a taser e bola-wrap.
E c’è quello delle strutture: prima o poi il Comando lascerà via Sempione e l’auspicio è che trovi una sede più adeguata, spaziosa, moderna e possibilmente, climatizzata, nonché dotata di distributori di acqua fresca.
Sì, perché, si legge nella nota sindacale, il personale lavora in una specie di sauna da 35 gradi e alcuni utenti anziani, nei giorni scorsi, si sono addirittura sentiti male a causa del caldo.
Insomma, così non va. Specie in una città in cui gli operatori della sicurezza dovrebbero sudare per l’impegno sul campo, non per l’afa!

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