"Dobbiamo seguire le orme del Giuan e ritrovare la vocazione che ha fatto grande questa terra".
Così Alessandro Alfieri, senatore innamorato della sua Varese, rende omaggio all’immensa figura di Giovanni Borghi, nell’evento che ha chiuso idealmente le iniziative dedicate al cinquantenario della scomparsa.
Perché, come spiega il giornalista e conduttore Vito Romaniello, il Cumenda non è stato solo Mister Ignis: era un pioniere e capitano d’impresa, concreto e pragmatico, con la testa nel Mondo e il cuore ben piantato qui, a Varese, provincia che ha contribuito a coltivare e sviluppare a suon di lavoro, visione e trionfi, non solo cestistici.
In mostra al piano -2 delle Corti, come allestito da Maurizio Gandini, le foto del Mito, dei giganti in calzoncini e della materia che si trasformò in sogno.
Al centro, Guido Borghi: figlio d’arte, imprenditore, portabandiera e testimone di un leader che, nonostante i cambiamenti epocali, non smette di rappresentare un Esempio.
Qui l'intervista di Matteo Inzaghi a Guido Borghi: Giuàn, Beko e il mecenatismo






