(Adnkronos) - Caso al Senato tra accuse e polemiche politiche: al centro una denuncia di violenza sessuale presentata da un’imprenditrice contro un senatore, fatti che sarebbero avvenuti negli uffici di Palazzo Madama secondo quanto riportato da 'La Repubblica'. Secondo quanto emerso da un’inchiesta firmata dalla giornalista Conchita Sannino, la denuncia riguarderebbe un episodio avvenuto all’interno degli uffici di Palazzo Madama e coinvolgerebbe il senatore Francesco Silvestro. La vicenda è ora al vaglio della magistratura, che dovrà verificare la fondatezza delle accuse. "Io non ho ricevuto nessuna carta, nessun atto di indagine. Vediamo. Poi ci divertiamo", dice Silvestro a Repubblica. In merito all'incontro con la donna che lo ha denunciato, Silvestro conferma di ricordarlo, ma che "non è successo nulla. La signora me l'ha portata in ufficio un amico, servitore dello Stato, distaccato per lavoro al Senato". La signora, ricostruisce Repubblica, "sostiene che lei ebbe una condotta totalmente fuori asse, fece prima allusioni sul vino che 'fa perdere i freni inibitori', poi le avrebbe usato violenza". "Quando mai. Non ci pensi. Poi - risponde il senatore - modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale. Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate. Magari mi vuole estorcere qualcosa". "La signora so che va anche da altri senatori, per vendere il vino", aggiunge ancora Silvestro, che poi conclude spiegando che quel giorno si lasciarono in maniera "normale. Lei disse che voleva andare a cena, poi invece non è venuta più". L'articolo ha suscitato numerose reazioni all’interno del Partito Democratico, con diverse esponenti che hanno sottolineato la necessità di non sottovalutare quanto denunciato e di garantire piena trasparenza istituzionale. "Le rivelazioni pubblicate dalla Repubblica a firma di Conchita Sannino, se confermate, sarebbero di una gravità inaudita: un senatore della Repubblica accusato di violenza sessuale ai danni di una donna, sua ospite, dentro gli uffici del Senato. Vale per tutti la presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti, anche perché la donna ha già sporto querela. Ma se quel racconto trovasse riscontro, ci troveremmo di fronte a un fatto inaccettabile, davanti al quale il Senato come istituzione non può rimanere silente. Il contrasto alla violenza sulle donne è un impegno quotidiano, che esige coerenza e fermezza, tanto più quando riguarda chi ricopre una carica pubblica e rappresenta i cittadini. Alla donna va la nostra piena solidarietà", si legge in una nota le senatrici del Partito democratico. Per la vicepresidente del Senato in quota Pd, Anna Rossomando "i fatti riportati da Repubblica, che dovranno essere accertati dalle autorità competenti e fatta sempre salva la presunzione di innocenza, se confermati, sarebbero gravissimi. In questo contesto le parole del senatore Silvestro, che a suo dire, dovrebbero chiarire la vicenda, sono inascoltabili. Nel 2026 'Io un bel ragazzo, lei signora normale' rappresenta la peggiore e deteriore cultura sui rapporti uomo donna". La senatrice Cecilia D'Elia, vicepresidente della Commissione bicamerale sul femminicidio, ha evidenziato l’importanza che le istituzioni affrontino con fermezza ogni segnalazione di violenza, soprattutto quando avviene in contesti pubblici e istituzionali. "Se le accuse fossero confermate saremmo di fronte a un fatto gravissimo, ma di questo si occuperà la magistratura. Ciò non toglie che noi come istituzione e come senatrici non possiamo tacere. Sappiamo che queste cose non hanno confini, ma le istituzioni devono essere in prima fila nel contrasto alla violenza sessuale e i nostri palazzi dovrebbero essere luoghi sicuri e trasparenti per chiunque li frequenti a qualsiasi titolo, per questo chiederò anche alla commissione bicamerale Femminicidio di occuparsene", afferma. Sulla stessa linea anche la senatrice Valeria Valente, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo delle istituzioni nel garantire sicurezza e rispetto all’interno dei luoghi della rappresentanza democratica, sottolineando al contempo la necessità di attendere gli accertamenti giudiziari. "Le rivelazioni qualora trovassero conferma, ci porrebbero davanti a un fatto di assoluta gravità. Pur nel pieno rispetto della presunzione di innocenza, e fermo restando che la magistratura farà il suo corso, il Senato come istituzione non può voltarsi dall'altra parte. Ritengo che anche la Bicamerale Femminicidio sia chiamata a interessarsi della vicenda. Non meno grave, inoltre, è il linguaggio con cui il senatore ha respinto le accuse: parlare di 'divertirsi' davanti a una denuncia per violenza, o ricondurne la credibilità all'aspetto fisico di chi la presenta, dice già molto della mentalità che siamo chiamati a contrastare. Combattere la violenza sulle donne è un impegno di ogni giorno, che esige fermezza tanto più quando le accuse riguardano chi ricopre un pubblico ufficio. Nessuna zona grigia può mai essere tollerata. Alla donna va tutta la nostra solidarietà e vicinanza". "Se le accuse nei confronti del senatore di Fi Francesco Silvestro dovessero trovare conferma, saremmo di fronte non soltanto a una gravissima violenza ai danni di una donna, ma anche a un intollerabile abuso del ruolo e dei luoghi delle istituzioni, che non possono mai diventare spazi sottratti a trasparenza, rispetto e sicurezza. Lungi dall’esprimere giudizi che spettano solo alla magistratura, non si può non restare sconcertati rispetto al modo in cui Silvestro liquida la vicenda: lui un bel ragazzo, lei una normale. Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali, colpisce il contesto culturale che continua a emergere da settori della maggioranza", dichiara in una nota il gruppo M5s Senato. "Le parole pronunciate nei giorni scorsi dal senatore Menia nella sua intemerata omofoba e le notizie di oggi restituiscono l’immagine di una destra che troppo spesso considera i diritti, il rispetto delle differenze e l’autodeterminazione delle donne come temi secondari o addirittura divisivi. Questo è il mood della maggioranza. Tra uscite omofobe, stereotipi di genere e una visione della donna troppo spesso ridotta a oggetto, è evidente quanto il problema culturale all’interno della maggioranza sia ancora profondo", concludono i senatori pentastellati.
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