Iran, Salvini convoca compagnie petrolifere: "Mi aspetto impegni". E sulla guerra: "Italia non coinvolta"

(Adnkronos) - Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini annuncia un incontro urgente con le principali compagnie petrolifere per fermare il caro carburanti e gli extra profitti dopo l'attacco di Usa e Israele all'Iran, mentre sul fronte internazionale ribadisce la linea prudente del governo italiano: “Non è la nostra guerra”. “Ho convocato domani, insieme al ministro dell’Economia, a Milano le principali compagnie petrolifere, perché non è tollerabile una speculazione come quella vista nelle ultime settimane”, ha dichiarato Salvini ai microfoni di RTL 102.5. Il vicepremier punta a ottenere impegni concreti da parte delle aziende del settore energia, accusate di aver beneficiato di profitti extra, analogamente a quanto accaduto alle banche negli ultimi anni. "Domani - ha aggiunto il vicepremier - conto di uscire da quella riunione con degli impegni da parte delle compagnie petrolifere che stanno facendo extra profitti, così come hanno fatto le banche negli ultimi anni". Nel suo intervento, Salvini ha anche criticato la mancanza di una strategia comune europea sul tema energia: “I Paesi Ue si muovono in ordine sparso: c’è chi impone tetti ai prezzi, chi interviene sulle accise e chi continua a comprare petrolio dalla Russia, cosa che secondo me in questo momento dovrebbe essere riesaminata a livello di Bruxelles, come hanno fatto anche gli Stati Uniti, perché altrimenti questa ennesima guerra la pagano solo famiglie e imprese”. Sul piano geopolitico, il leader della Lega ha commentato le tensioni internazionali, sottolineando che l’Italia non è parte del conflitto: “Non siamo in guerra né contro la Russia né contro l’Iran. Manteniamo le nostre truppe in diversi paesi all'estero, compreso Libano, Medio Oriente, per tutelare la pace e difendere dagli attacchi”. Ha inoltre fatto riferimento agli Stati Uniti guidati da Donald Trump, criticando la gestione delle comunicazioni con gli alleati: "Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra. Ci ha avvisato a cose fatte. Spero - non ne ho certezza ovviamente - che chi ha lanciato questa iniziativa abbia valutato tutte le conseguenze. L'Italia non ha scelto questo attacco e questa guerra non è una nostra guerra.  Salvini ha poi ribadito la necessità di evitare escalation militari: “Mandare navi da guerra in una zona di conflitto significherebbe avvicinarsi al rischio di una terza guerra mondiale. Bene quindi la prudenza del governo”. Infine, un passaggio sulle missioni italiane all’estero, in particolare in Libano: “I nostri militari non sono lì per attaccare, per offendere, per uccidere, per fare la guerra: sono lì per difendere. Però in questo momento c'è un rischio: ti trovi fra due fuochi. Sei lì con le regole di ingaggio per difendere le popolazioni civili e sei in mezzo a due che invece si sparano. E quindi ragionare su come rimanerci, quanto rimanerci e se rimanerci è assolutamente doveroso".   
---politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play