(Adnkronos) - "I momenti difficili li attraversiamo tutti, anche se non sempre vengono raccontati. Mi piacerebbe vedere più persone condividere non solo i successi, ma anche le proprie fragilità e il modo in cui si superano". Gian Marco Tamberi, oro olimpico nel salto in alto a Tokyo nel 2021, torna a parlare in occasione della presentazione del nuovo spot di Olio Cuore a Milano e parte da un tema molto sentito: la capacità dei campioni di mostrarsi non sempre invincibili, ma vulnerabili. Lo fa ripartendo da un post pubblicato sui social pochi giorni fa, in cui aveva raccontato le difficoltà vissute negli ultimi mesi tra una fascite plantare e un nuovo problema di calcoli. "Aprile è stato un mese complicato. Sapevo cosa avrei dovuto fare, ma non ero in grado di reagire e mi sentivo in colpa. Alla fine ho trovato il coraggio di riprovarci e oggi ne sono felice. La cosa più difficile è stata la paura di non riuscire a raggiungere i miei obiettivi". Con lo sguardo sempre fisso verso Los Angeles 2028.
Ci arriverà con diversi cambiamenti...
"L’arrivo di Camilla è stato il motivo per cui ho smesso di pensare a Parigi con tristezza. Quando mia moglie Chiara mi ha detto che era incinta, qualcosa è cambiato. Fino a quel momento mi capitava ancora di piangere ripensando alle ultime Olimpiadi e non avevo deciso davvero se continuare o meno. Lì ho capito che dovevo provarci ancora, sentivo di dover dare un messaggio. Camilla non era ancora nata, ma mi aveva già dato una forza enorme. Ha cambiato i miei equilibri".
La vedremo agli Europei di Birmingham ad agosto?
"Mancano due mesi e mezzo all’appuntamento. Ci proverò".
Pochi giorni fa il Golden Gala a Roma con un bel segnale di Marcell Jacobs, tornato a correre sotto i 10 secondi. Vi siete sentiti?
"A Savona l’avevo visto correre bene, ma ancora molto rigido. Non era la sua corsa naturale. A Roma ho notato un gran cambiamento, anche se magari due centesimi sembrano nulla per i non addetti ai lavori. Sono contento per lui, per Marcell questo è un anno di transizione verso Los Angeles. Deve ritrovare sé stesso e il ritorno con coach Paolo Camossi, che lo aveva portato a livelli straordinari, può essere una svolta. Gli ho fatto i complimenti, spero ci sia l’occasione di vederci prima degli Europei di Birmingham o in qualche altro evento. Ora che è tornato in Italia sarà più facile".
In sua assenza, il salto in alto azzurro sorride con Matteo Sioli, fresco vincitore del Golden Gala di Roma.
"Per me è un fratellino, ha un talento straordinario. Dopo la vittoria gli ho fatto subito i complimenti e poi l’ho chiamato. Gli ho detto: 'Non potevo non farlo. Io ci ho provato per sei anni senza riuscirci, tu hai vinto al primo colpo'. Vedere tanti giovani azzurri crescere così mi rende orgoglioso. In loro ritrovo lo stesso modo di gareggiare che avevo io, a partire dalla sfrontatezza".
Chi è rimasta delusa dall’appuntamento di Roma è Nadia Battocletti, tredicesima nei 5000 metri. Cosa ne pensa?
"Parlare di fallimento per una gara sbagliata da un’atleta del suo valore è follia. In Nadia vedo la stessa fame e la voglia di migliorarsi che hanno i grandi, nonostante i grandi risultati già raggiunti. È un’atleta straordinaria, scommetto che riuscirà a fare ancora meglio di quanto ci aspettiamo".
Qualche mese fa ha commentato con un post social le dichiarazioni dell’ex presidente della Figc Gabriele Gravina sugli sport dilettantistici...
"Credo sia un argomento superato, ho detto la mia con una foto e due parole. Ha commesso un errore, non ha senso parlarne ancora".
A proposito di calcio, conosce molto bene Giovanni Malagò, candidato alla presidenza della Figc. È l’uomo giusto?
"Sono felice che abbia l’opportunità di mettersi ancora una volta in gioco, al servizio dello sport. Gli ho scritto subito per complimentarmi. Ha contribuito in modo significativo alla crescita dello sport italiano, i risultati parlano per lui. Quando ha iniziato, l’atletica attraversava un periodo molto difficile e il nuoto non era lo stesso, così come il tennis. Il merito non è solo suo, ovvio, ma ha avuto un ruolo importante. Può far bene anche nel calcio". (di Michele Antonelli)
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