(Adnkronos) -
Nuova ondata di attacchi della Russia contro l'Ucraina. Nella notte tra l'1 e il 2 giugno, le forze di Putin hanno lanciato un massiccio raid aereo con missili e droni contro diverse città ucraine, causando almeno 9 morti e 105 feriti in tutto il Paese. Le aree più colpite risultano essere la capitale Kiev e la città di Dnipro, nel centro del Paese. A Kiev il bilancio provvisorio è di almeno quattro vittime e 58 feriti, tra cui due bambini, secondo quanto riferito dal sindaco Vitali Klitschko. A Dnipro, invece, le autorità locali hanno segnalato sei morti e 36 feriti. Le prime esplosioni sono state udite a Kiev intorno all'1.30 ora locale, poco prima dell'attivazione dell'allarme aereo. Nuove ondate di esplosioni sono state registrate alle 2.15, alle 4 e alle 7.20 del mattino, accompagnate da brevi interruzioni dell'energia elettrica in alcune zone della città. Particolarmente grave la situazione nel distretto Podilskyi della capitale, dove un edificio residenziale di nove piani è crollato dopo quello che le autorità definiscono un attacco "double tap", una tattica che prevede un secondo bombardamento sulla stessa area poco dopo il primo. Secondo Klitschko, diverse persone potrebbero essere ancora intrappolate sotto le macerie. "Nel distretto Podilskyi diverse automobili hanno preso fuoco a seguito dell'attacco. In un altro punto della zona, i detriti di un missile sono caduti sul tetto di un edificio provocando un incendio e la rottura delle finestre", ha dichiarato Tymur Tkachenko, capo dell'Amministrazione militare della città di Kiev. Danni sono stati segnalati anche a edifici residenziali di 15 e 24 piani nel distretto Solomianskyi. Nel quartiere Obolonskyi, invece, i frammenti di un drone sono precipitati nei pressi di una scuola materna, mentre un incendio è divampato in un cantiere edile. Altri incendi sono scoppiati nei distretti Darnytskyi e Shevchenkivskyi dopo la caduta di detriti su stazioni di servizio, mentre nel quartiere Sviatoshynskyi è stato colpito un edificio commerciale. Nel distretto Shevchenkivskyi le fiamme hanno interessato il secondo e il terzo piano di una struttura commerciale. Segnalati inoltre incendi di automobili e danni esterni a una clinica medica nel distretto Holosiivskyi. Le autorità hanno riferito anche del crollo parziale di un business center. L'attacco ha interessato anche diverse località dell'oblast di Kiev. Le autorità regionali hanno segnalato danni ad abitazioni, a un magazzino e a un edificio non residenziale nelle aree di Bucha e Vyshhorod. Il governatore regionale Mykola Kalashnyk ha riferito che tre persone sono rimaste ferite. A Dnipro, immagini e video diffusi sui social mostrano edifici di pochi piani parzialmente crollati. Secondo il governatore regionale Oleksandr Hanzha, almeno 23 dei feriti hanno dovuto essere ricoverati in ospedale, tra cui una ragazza di 13 anni. Il sindaco Borys Filatov ha dichiarato che 49 edifici residenziali hanno riportato danni e che sette risultano "praticamente completamente distrutti". Anche Kharkiv è finita nel mirino delle forze russe. Il sindaco Ihor Terekhov ha riferito che diversi droni e missili hanno colpito più distretti della città, causando danni a edifici residenziali multipiano, veicoli e strutture amministrative. Dieci persone sono rimaste ferite. Durante l'attacco, l'Aeronautica militare polacca ha fatto sapere di aver fatto decollare velivoli polacchi e alleati per monitorare e proteggere lo spazio aereo del Paese. L'offensiva arriva dopo giorni di allerta da parte delle autorità ucraine. Già il 29 maggio il presidente Volodymyr Zelensky aveva avvertito che, secondo informazioni dell'intelligence, la Russia stava preparando un nuovo attacco su larga scala contro l'Ucraina. Nei giorni successivi il leader ucraino aveva ribadito l'invito alla popolazione a seguire le allerte aeree e a mantenere alta la vigilanza. Alla vigilia del raid del 2 giugno, Zelensky aveva nuovamente lanciato l'allarme, sostenendo che Mosca stesse preparando un massiccio bombardamento e che le difese aeree ucraine fossero operative 24 ore su 24, compatibilmente con le risorse disponibili. Le minacce russe erano aumentate nelle ultime settimane. Il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, aveva dichiarato al segretario di Stato americano Marco Rubio che la Russia avrebbe potuto colpire i cosiddetti "centri decisionali" ucraini, invitando gli Stati Uniti a valutare l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev. Anche il ministero degli Esteri russo aveva consigliato ai cittadini stranieri e ai diplomatici di lasciare la capitale, senza che tuttavia le ambasciate occidentali procedessero a evacuazioni.
L'escalation segue il massiccio attacco lanciato dalla Russia il 24 maggio, quando furono impiegati circa 90 missili e 600 droni contro Kiev e altre aree del Paese. In quell'occasione vennero colpiti anche edifici simbolici della capitale, tra cui la sede del governo, il ministero degli Esteri, il Teatro dell'Opera di Kiev e il Museo di Chernobyl. Il bilancio fu di quattro morti e quasi cento feriti in tutta l'Ucraina.
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