(Adnkronos) -
Zerocalcare, all'anagrafe Michele Rech, torna su Netflix il 27 maggio con la serie animata 'Due spicci' - da lui scritta e diretta - che chiude la trilogia iniziata con 'Strappare lungo i bordi' e proseguita con 'Questo mondo non mi renderà cattivo'. Nella nuova serie prodotta da Movimenti Production (parte di Banijay Kids & Family), in collaborazione con Bao Publishing, Zero e Cinghiale gestiscono un piccolo locale, ma problemi economici, incomprensioni e vite personali che si complicano più del dovuto mettono entrambi sotto pressione. Il ritorno di una figura dal passato di Zero e responsabilità inattese fanno precipitare una situazione già fragile, costringendo tutti a confrontarsi con scelte difficili. Nella serie, accanto a Zero, torna l’immancabile coscienza: l’Armadillo, a cui Valerio Mastandrea presta ancora una volta l’inconfondibile voce. La serie, forse la più personale del fumettista e con un tocco di noir, racconta di un suo momento di crisi dovuta anche al confronto con l'età adulta.
La serie racconta un momento di crisi che hai vissuto. Adesso, invece, in quale fase della tua vita ti trovi? Dopo quella crisi hai iniziato ad accettare l’età adulta?
"No, in realtà questa serie racconta un momento di crisi che è tutt’altro che risolto. E sì, ha a che fare con l’età adulta, con quella risolutezza che non sono riuscito a trovare. Ma anche nella serie non è che si scioglie davvero. Mettere a tema il fatto che alcune cose, alcune aspettative che avevo - che avevano anche le persone intorno a me - non si realizzeranno, e che su certe cose bisogna fare i conti, un po' mi aiuta. Mi permette almeno di fissare un punto, di fare una fotografia di come sto, e questo è utile. Però no, sicuramente non è che adesso ho risolto tutto".
Nella serie l’Armadillo ti dice di prenderti "due spicci di responsabilità". Quale responsabilità ti sei preso portando sullo schermo 'Due spicci'?
"Quando racconti una storia che parla a tante persone un po' di responsabilità te la senti addosso per forza. Intanto perché è una storia corale che riguarda anche persone vere: alcuni personaggi - non tutti, ma alcuni sì - sono persone reali, e mi sembrava giusto provare a restituirli in modo rispettoso delle loro vite. E poi è una cosa che guarderanno in tanti. Chi segue le mie cose spesso è 'impicciato' quanto me: il minimo comune denominatore è quel senso di inadeguatezza che ci portiamo dietro. Provare a essere onesto con loro rispetto ad alcune cose mi sembra importante, perché chi si specchia in queste storie può sentirsi più solo o meno solo. E penso che sia fondamentale che quel dialogo resti franco, almeno".
Nelle tue storie il conflitto tra ideali e realtà è un tema centrale. Nell’edizione 2025 di 'Più libri più liberi', Saviano ha parlato della 'contraddizione che lacera' chi lavora nel mondo della cultura collaborando con grandi piattaforme. Come vivi tu questo equilibrio tra la coerenza che ricerchi e il lavorare per un colosso globale come Netflix?
"Io questa contraddizione non l’ho mai nascosta, anzi l’ho messa sul piatto prima ancora che uscisse. C’è addirittura un libro che parla esattamente di questa cosa. La mia contraddizione è particolarmente visibile perché si svolge pubblicamente, ma in realtà è la stessa che vive chiunque quando deve tenere insieme i propri ideali e il proprio lavoro. Io mi sono dato dei paletti e delle regole che mi servivano per continuare a fare un lavoro che potesse parlare a tante persone senza snaturare quello che volevo dire. Finora è stato possibile: mi è stato lasciato fare e non sono mai dovuto scendere a compromessi sui contenuti. Sulla forma sì, sicuramente, ma non sul merito. Nel momento in cui questa cosa non fosse più possibile, dovrò fare i conti col fatto che la mia vita non potrà continuare com’è stata finora. Però, fino a questo momento, mi sembra che l’equilibrio - con tutti gli scivoloni fisiologici che ho fatto - abbia tenuto".
Cosa non ti piace dell’essere Zerocalcare?
"In questo momento ho un grande problema con lo stare sotto i riflettori. C’è tutto il tema delle polemiche continue su qualsiasi cosa, ma anche le cose positive. È qualcosa che adesso mi pesa molto. È chiaro che se uno va in cantiere ci sono pesi molto più grandi e molto più pericolosi. Però questa è una cosa che, se riuscissi a modificarla, camperei un po' meglio".
Stai pensando a un'altra serie? O magari a un film?
"In questo momento non sto pensando a niente. Sto pensando se la mia vita è ancora compatibile con tutta questa cosa qua. E comunque sono contento di avere chiuso questo ciclo".
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