Luino: Crans-Montana, Pellicini: "State perdendo l'anima"

Il deputato e candidato Pellicini su fatture delle vittime di Crans: “Svizzera dimostri umanità”

Indignazione e sgomento.
Sono le due reazioni che più caratterizzano l'opinione pubblica di fronte a una Svizzera che, a pochi mesi dalla tragedia di Crans-Montana, si permette di batter cassa.
Il riferimento è alla pressante richiesta da parte elvetica affinché le fatture delle cure sanitarie ai ragazzi rimasti ustionati nelle tragedia di capodanno vengano saldate senza ulteriori esitazioni.
Una posizione intransigente e gelida, che sembra dimenticare la colpevole e accertata incuria dimostrata nel locale Constellation, a causa della superficialità di chi gestiva, ma anche di chi avrebbe dovuto garantire i controlli.
A tutto ciò, oggi, risponde Andrea Pellicini, nelle sue tre vesti: deputato, candidato sindaco di Luino e avvocato.
"Come ha dichiarato Michel Pidoux, il papà di Trystan, diciassettenne perito nel rogo “la Svizzera non ha ancora capito che quanto accaduto a Crans Montana non è un fatto locale, ma un dramma europeo. Quel conto presentato dal nostro Stato è solo fredda burocrazia senza dignità».

Ha fatto bene il Ministro Tajani a ribadire che le fatture delle spese di cura verranno rispedite al mittente.
In questa triste vicenda, la Svizzera, legata all’Italia da fortissime tradizioni di amicizia e solidarietà, rischia di perdere l’anima.

Il mio appello va ad un bravo politico come Ignazio Cassis, Vice Presidente Federale e originario della mia Luino, affinché la Svizzera si comporti come l’Italia che ha dichiarato di non voler chiedere il rimborso delle spese di cura dei ragazzi svizzeri che sono stati ricoverati, a seguito dell’incendio, nei nostri ospedali.
Esistono infatti gesti tra Nazioni amiche che vanno oltre la fredda burocrazia.”

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