“Stop ai falsi ritrovamenti” di cani sul territorio

Un progetto di collaborazione tra diverse associazioni della provincia di Varese e di Como per fermare le cosiddette "staffette selvagge" dal sud ma anche da tutte quelle zone disagiate, compresi altri stati europei, dove i cani vivono in stato di randagismo o in strutture lager. Pensare che l'unica soluzione sia un trasferimento massiccio, senza alcun criterio di sicurezza, verso canili municipali organizzati può essere pericoloso e deludere le aspettative di chi, seppur animato da buoni propositi, non è in grado di sapere con certezza il destino a cui andranno incontro gli stessi cani trasportati abusivamente.

Centinaia di cani, ogni anno, vengono trovati vaganti sul territorio del nord Italia, compresa nella zona insubre tra Gallarate, Varese e Como. Trasportati per migliaia di chilometri in furgoni o auto, vengono lasciati liberi sulle strade. L’intenzione e farli accalappiare perché se ne prendano carico i volontari dei canili municipali di destinazione. L’operazione di trasferimento viene giustificata dagli autori come un “atto di amore” che salverebbe i cani dal randagismo, da strutture sovraffollate del sud o da maltrattamenti di paesi oltreconfine come la Spagna. Ad accrescere il numero delle “staffette selvagge”, gli stessi social. Un fenomeno sempre più diffuso che alimenta anche traffici illegali di cani. Dei nuovi arrivati, accade spesso però, che solo in pochi trovino una famiglia. L’associazione “Pensiero meticcio” che gestisce il canile di Gallarate, insieme a LNDC di Varese e agli “Amici del Randagio” Onlus di Mariano Comense e di Erba, lancia un appello per fermare questo tipo di staffette, massicce e mal organizzate, che mettono a repentaglio la vita degli stessi cani.

L’approfondimento nella puntata di “Amico cane”, giovedì 19/05 alle 20.30

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