Busto: Castelli, “Candidiamoci a Città del cinema Unesco”

Manifesto-progetto di Paolo Castelli: “A Busto il cinema è un ecosistema. Serve un tavolo permanente”

“Busto Arsizio è una città dove il cinema si guarda, si studia, si conserva e si produce. Dove, insomma, lo si può vivere dalla prima visione all’archivio”: lo fa notare l’esperto cinefilo Paolo Castelli, che sottolinea come la dimensione di sistema della settimana arte in città non sia avvertita quanto dovrebbe, calcolando che sul territorio esistono, oltre al B.A.Film Festival, 4 cinema di essai (San Giovanni Bosco, Manzoni, Fratello Sole, Lux), l’Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni, il Fondo Max Croci presso la Biblioteca (con 3000 dvd e blue-ray), l’Archivio Giancarlo e Paolo Castelli (con libri, riviste, dvd, hard-disk e una raccolta di ritagli stampa divisi per autori, cinematografie internazionali e festival...), il Multiplex Cinelandia e la Programmazione cinematografica del Circolo Gagarin, oltre al fatto che la città è stata più volte scelta come location cinematografica e audiovisiva. E volendo - ci verrebbe da dire - si potrebbero aggiungere all’elenco la rassegna CineScience dell’Università dell’Insubria e il cinema sotto le stelle d’estate. Di qui la dettagliata analisi di Castelli che - in un manifesto sull’eco-sistema bustocco del cinema in cui sottolinea che a livello locale si intercettano tutte le forme di spettatore, dal blockbuster al cinema d’autore radicale - lancia il progetto triennale di candidatura a Città del cinema Unesco, cisto che il nostro è, di fatto, un centro territoriale per la cultura cinematografica. “Il vero punto critico attuale – fa però notare Castelli – è che il sistema oggi esiste, ma è frammentato, perché manca una regia culturale unica. Ecco perché serve un tavolo permanente che potrebbe dar vita a una stagione cinematografica unica e sarebbe finanziabile, presentandosi all’esterno come un solo soggetto”. Vedremo se la sua proposta verrà accolta o resterà inascoltata.

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