I 100 anni del Circolo degli Artisti, la Storia

Grazie al rigoroso resoconto storico di Antonio Bandirali, attuale presidente dell'associazione, ripercorriamo le principali tappe del sodalizio, composto e illuminato da alcuni dei più grandi intellettuali del secolo scorso

IL CIRCOLO DEGLI ARTISTI COMPIE CENT’ANNI

di Antonio Bandirali*

Il 26 giugno del 1920, nello studio del notaio Giuseppe Bonazzola, fu redatto l’atto costitutivo dell’Associazione “Amici dell’arte”, nucleo originario del “Circolo degli artisti di Varese” che oggi compie dunque il primo secolo di vita.

L’associazione venne fondata su sollecitazione del direttore del periodico “I Laghi Lombardi” Edoardo Chiesa, che fu il primo presidente, mentre un altro giornalista, il fondatore e direttore della Cronaca Prealpina Giovanni Bagaini, assunse il compito di segretario.

Tra i promotori figuravano, con personalità della vita culturale varesina, noti artisti come i pittori Giuseppe Montanari, Domenico De Bernardi e Federico Gariboldi e gli scultori Enrico Butti e Daniele Scola. Questo primo sodalizio non ebbe vita facile: già un anno dopo la fondazione, a causa di dissidi interni, l’associazione fu chiusa e riaperta con il nome di “Cenacolo Artistico” che nel 1927 subì ad opera del Regime la requisizione dei fondi sociali a favore del sindacato fascista delle belle arti mentre gli artisti varesini furono irregimentati nel “Raduno delle arti”.

Fu solo nel 1945, con la ritrovata libertà, che un gruppo di artisti guidati da Giuseppe Montanari e Angelo Frattini ridiede vita all’associazione originaria che prese il nome di “Circolo degli artisti di Varese”. Primo presidente fu eletto l’avvocato Aldo Lozito, che tenne il timone per ben 22 anni.

Gli succedettero, nell’ordine, il dottor Angelo Coralli, il professor Emilio Giudici, il professor Silvano Colombo, la professoressa Fabrizia Buzio Negri che, nel 1994, passò il testimone all’avvocato Ferruccio Zuccaro, rimasto alla guida del sodalizio fino al 2016, quando alla presidenza fu eletto l’architetto Antonio Bandirali, affiancato dal tesoriere architetto Franco Prevosti.

Come abbiamo scritto, del primo gruppo di artisti facevano parte gli scultori Enrico Butti e Daniele Scola le cui opere sono sotto gli occhi di tutti i varesini.

Butti, che dovette lasciare la cattedra all’Accademia di Brera per ragioni di salute ritirandosi nella sua Viggiù, è l’autore del monumento ai Caduti che, collocato nel 1923 in piazza XX Settembre (dove fu inaugurato dal re Vittorio Emanuele III) campeggia dal 1940 nella piazza Mercato, allora intitolata all’Impero e poi consacrata alla Repubblica. Daniele Scola è invece l’autore del monumento ai Caduti di Biumo Inferiore.

Il gruppo scultoreo con Garibaldi che sorregge un fante ferito a morte, che si può vedere in largo IV Novembre all’inizio di viale Belforte, non è però l’opera originaria. Inaugurato il 23 settembre 1923, il monumento di bronzo fu fuso per esigenze belliche durante la Seconda guerra mondiale. Per fortuna, grazie al modello in gesso abbandonato in un cortile e restaurato da Angelo Frattini, fu possibile realizzare, con il sostegno di un comitato costituito ad hoc, una nuova fusione in bronzo che fu collocata sul basamento di pietra il 26 maggio 1949, novantesimo anniversario della Battaglia di Biumo. Purtroppo Daniele Scola non poté assistere all’atto riparatorio perché era morto il 27 agosto dell’anno precedente”.

Presidente del Circolo degli Artisti dal 2016

Rete55 ringrazia i vertici del Circolo degli Artisti per questo particolareggiato e affascinante resoconto storico e augura loro un altro radioso secolo di vivace attività culturale.

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