La cultura greca e romana non va attualizzata, bensì lasciata, studiata e tramandata così com’è.
Altrimenti se ne perde il significato intrinseco, il distillato umanistico che la pervade e che ancora oggi ci dà il carburante per riflettere e comprendere.
E’ più o meno questo il Bettini pensiero, racchiuso in un libro agile e traboccante conoscenza come quello presentato nella Primavera del Premio Chiara, in cui il filologo, latinista e antropologo difende a spada tratta il peso della cultura classica in un’epoca come la nostra.
E questo nonostante l’immaginario collettivo si stia gradualmente convincendo che il futuro necessiti di pragmatismo e tecnicismo, come se perdere Dante fosse un danno tutto sommato accettabile.
Non è così, tuona l’intellettuale, incalzato dallo scrittore e neo presidente del Chiara Andrea Vitali.
Lo studio dei classici – ci spiega Bettini – ci fornisce la chiave mentale che ci permette di accedere al mondo del cambiamento.
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Varese: Bettini, Cultura classica è chiave del cambiamento
A che servono Greci e Romani?. E’ il titolo del libro che Maurizio Bettini ha presentato al Premio Chiara
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