“Lidia Poet, stella polare di ogni avvocata”

Chiara Viale presenta il libro che ha dedicato alla prima professionista legale d'Europa, protagonista di una lunga battaglia legale con le più alte Corti italiane, che tra la seconda metà dell'800 e i primi del Novecento le negarono l'iscrizione all'Ordine

l libro che Chiara Viale ha dedicato a Lidia Poet conferma ciò che tutti sappiamo, ma che solo alcuni metabolizzano: se è vero che, a fare la differenza, sono sempre le persone, è altrettanto vero che, a cambiare la realtà in meglio, sono, il più delle volte, le donne.

E parliamo di svolte epocali, che in ossequio all’effetto domino partono dal gesto che nessuno aveva mai fatto. Dal passo che nessuno aveva mai mosso, dalla parola che nessuno aveva mai pronunciato.

C’è chi le chiama pioniere, altre di rivoluzionarie, perché capaci di grattare via le incrostazioni della Storia.

È ciò che ha fatto, appunto, Lidia Poet, donna, studiosa, vissuta tra la seconda metà del 1800 e gli anni Quaranta del secolo scorso, nonché prima avvocata d’Europa. Valdese di origine, formatasi a Torino, fu la prima professionista iscritta all’Albo. 

L’iscrizione fu però annullata dalla Corte d’Appello, ostile alla presenza femminile nei ruoli chiave degli uffici pubblici e delle professioni. Da lì, partì una dura battaglia, di diritto e di sostanza, che alla fine diede ragione a Lidia. Ma erano passati più di 40 anni.

Alla presentazione bustocca del volume “Lidia e le Altre“, hanno preso parte Giorgio Albé,  fondatore dello Studio Legale A&A che vede tra i soci la stessa avvocata Viale, l’onorevole Maria Chiara Gadda, le esponenti della giunta comunale Manuela Maffioli Daniela Cinzia Cerana, nonché la curatrice della copertina del volume, Anna Benetti.

In questo servizio, Matteo Inzaghi racconta genesi e importanza del libro e intervista l’autrice.

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