“Negozi vuoti, turisti assenti: è un lockdown mascherato”

Paura e restrizioni stanno riportando le lancette del commercio indietro di un anno. Uniascom: "Saldi in affanno, fatturati in calo". All'orizzonte, il nodo degli over 50 che non vogliono vaccinarsi. E quello dei ristori

E’ un “lockdown mascherato” quello che è tornato ad affliggere il Commercio e il Terziario.

Lo afferma Uniascom, per voce del suo numero uno provinciale, il bustocco Rudy Collini, e dei presidenti territoriali: Giorgio Angelucci (Varese), Renato Chiodi (Gallarate), Andrea Busnelli (Saronno) e Franco Vitella (Luino).

Le città sono deserte, i negozi si svuotano e i turisti sono spariti dai radar – insistono gli esponenti di categoria, che attribuiscono la situazione a due fattori: la rediviva paura del contagio e le restrizioni legate al Green Pass rafforzato.

Ma c’è di più: la decisione del Governo di introdurre l’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50, a partire dal 15 Febbraio, rischia di ricadere, ancora una volta, sulle spalle delle imprese, che attraverso l’associazione di via Valle Venosta invocano sgravi contributivi anche per il personale che sostituisce il dipendente assente ingiustificato, nonché adeguati e tempestivi ristori alle imprese che subiranno le eventuali conseguenze economiche derivanti dalla misura governativa.

Infine, in linea coi vertici nazionali e lombardi di Confcommercio, ecco un impegno che ha il sapore dell’appello alla stessa categoria: “Per riportare clienti nei nostri esercizi occorre fornire tutte le garanzie del caso e dire, chiaro e tondo, che i nostri negozi, i nostri uffici, i nostri alberghi e i nostri ristoranti sono luoghi sicuri“.

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