Criteri condivisi, il “dopo Maroni” inizia oggi

Riconoscimento della Lega e di tutte le sue anime; sostegno compatto del centrodestra e gradimento di Giorgetti (in sintonia con Salvini). Questi i parametri che, da oggi, aprono ufficialmente la corsa della coalizione. Il prossimo nome, quindi, non sarà l'ennesimo. Ma il primo

La rinuncia di Giorgio Merletti alla candidatura a sindaco di Varese viene indicata, da alcuni, come ennesimo inciampo di una coalizione confusa. Nella realtà, seppur accompagnata da evitabili polemiche, questa svolta segna l’inizio del nuovo corso. L’avvio ufficiale di un percorso politico che, per vedere la luce, aveva bisogno di criteri chiari e condivisi.

Come già abbiamo detto, criticare è facile. Ma dopo il doloroso e obbligato passo indietro di Roberto Maroni la macchina del centrodestra non poteva certo rimettersi in corsa dall’oggi al domani. 

C’è la necessità di ritrovarsi, prima, intorno a dei parametri ben definiti e, poi, intorno a un candidato sindaco in grado di rispecchiare quei parametri. Il primo fondamentale giro di boa è avvenuto poche ore fa, piantando alcuni fondamentali paletti. 

Primo, il candidato sindaco dev’essere riconosciuto e ben accolto dalla Lega nel suo complesso: dai leader alla base, dal vertice regionale alla sezione di piazza del Podestà.

Secondo, il candidato deve incassare il sostegno compatto di tutto il centrodestra.

Terzo, il candidato dev’essere gradito al “guru” e ministro Giancarlo Giorgetti, in linea col segretario Salvini, che delega ai varesini l’impostazione della campagna e dei suoi protagonisti.

Insomma, la corsa elettorale del centrodestra di Varese comincia oggi e per i motivi che abbiamo appena spiegato il prossimo papabile candidato non sarà l’ennesimo. Sarà il primo.

Matteo Inzaghi

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