Green Pass in negozio, la fiera delle contraddizioni

Le regole del "gioco" continuano a presentare imprevisti ed effetti collaterali. Come quello dei controlli a campione, che possono dare origine a sanzione a carico del cliente, ma anche del commerciante

Dall’inizio dell’incubo covid sono passati due anni, ma il vizio di sfornare regole a volte bizzarre, altre volte contraddittorie non passa mai di moda.

E’ il caso dell’obbligo, a partire dal 1 Febbraio, di accedere a determinati esercizi commerciali solo se muniti di Green Pass (base).

Temendo di trascorrere l’intera giornata all’ingresso, per verificare il certificato di tutti gli avventori, gli addetti ai lavori hanno chiesto al Governo qualcosa di meno drastico. E l’esecutivo ha risposto subito presente, trasformando i controlli a tappeto in controlli a campione.

Peccato che al carattere facoltativo dell’accertamento non corrisponda un approccio altrettanto elastico in caso di controllo delle Forze dell’Ordine.

Per assurdo, se un cliente, controllato da un operatore di polizia all’interno del negozio, risulta sprovvisto di certificato verde, la sanzione non grava unicamente sull’avventore, ma anche sul commerciante (il quale, però, non ha l’obbligo di controllare tutti).

Lo fa notare, in questo Editoriale, Matteo Inzaghi, che pone in risalto una ulteriore contraddizione: quella che, tanto per cambiare, avvantaggia le catene di grande distribuzione.

 

 

Ricevi notifiche in tempo reale sul tuo dispositivo. Riceverai 1 notifica al giorno con la notizia di punta.