La sfida della Memoria

Matteo Inzaghi interpreta il Giorno dedicato alle vittime della furia nazista come una grande occasione per riconoscersi, senza se e senza ma, in una serie limitata, ma inviolabile, di valori assoluti

Il mio Editoriale di oggi prelude a una Giornata della Memoria che, per ragioni di sicurezza, non potrà vivere convegni, spettacoli e occasioni di ritrovo “fisico”, ma solo appuntamenti online e dibattiti filtrati dall’occhio elettronico delle webcam.

Sarà ancora più impossibile, quindi, bilanciare con il calore della presenza in carne e ossa la consueta valanga di battutacce, volgarità e qualunquismi che, ormai da anni, accompagna la celebrazione di coloro che soffrirono l’orrore della deportazione e il martirio dei campi di concentramento.

Per questo, oggi, tento di illustrare il valore di una ricorrenza che potrebbe giovare a tutti, se solo fosse vissuta in nome e per conto di valori assoluti e inviolabili.

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