Luino: Ristorni bloccati, Pellicini chiede un tavolo

“Subito il confronto tra Canton Ticino, Regione e Comuni”. Lo chiede il sindaco-deputato Pellicini

Lo stop a 50 milioni di franchi di ristorni destinati alla Lombardia fa sobbalzare i Comuni di frontiera.
Tra i sindaci che racchiudono più ruoli, spicca Andrea Pellicini, primo cittadino di Luino nonché deputato di Fratelli d'Italia.
In questa duplice veste, l'esponente meloniano invoca un tavolo tra Regione Lombardia, autorità ticinesi e Comuni di frontiera.
Richiesta analoga a quella lanciata, in queste stesse ore, da Massimo Mastromarino, presidente dell'associazione che riunisce più di 150 enti di confine.
"La dissonanza tra Canton Ticino e Governo di Berna - spiega Pellicini - è sicuramente un segnale confortante, ma la fuga in avanti dei nostri vicini di casa va fermata, altrimenti i danni sui Comuni che sorgono a ridosso della Svizzera rischiano di essere pesanti".
Richiesta analoga giunge dall'associazione Autonomia e Libertà, la quale, per voce di Lisa Molteni, chiede che il suddetto tavolo venga esteso alle province e a tutte le associazioni impegnate sul tema.
Il blocco del ristorni, lo ricordiamo, è legato alla controversa tassa della salute, prelievo tra il 3 e il 6% del reddito netto dei vecchi frontalieri. Un'iniziativa fiscale criticata da più parti e considerata, dall'autorità cantonale, un balzello incompatibile col dettato dell'accordo fiscale tra Italia e Svizzera.

Disponibile su Google Play
Disponibile su Google Play