Varese: Silvia, la morte di mamma è questione di dignità

La collega Larizza racconta a Rete55 il dramma della mamma alle prese “l’antitesi della presa in carico”

"Non lasciate solo chi percorre l’ultimo miglio".
La storia che Silvia Larizza, insegnante e giornalista, ha portato a Rete55, è piena di dolore, ma anche di domande che fanno riferimento a un concetto delicato quanto cruciale: la dignità.
Silvia ha perso la mamma, uccisa da un grave tumore che non le ha lasciato scampo. Nel caso specifico, quindi, il punto non era se la sua mamma fosse condannata. Bensì come accompagnarla fino all’ultimo respiro.
“Purtroppo – racconta Silvia – l’azienda che, per conto di ATS, si era impegnata a garantire assistenza e presa in carico di mamma - con la quale avevo scelto di trascorrere gli ultimi giorni di vita a casa – non ha mantenuto gli impegni. Ci siamo ritrovate sole. L’azienda neanche mi rispondeva al telefono, gli assistenti non si sono visti e mia mamma è morta male. Anzi, malissimo”.
Nell’intervista rilasciata a Matteo Inzaghi, il racconto di Silvia. E il suo appello affinché le realtà che gestiscono il servizio di hospice a domicilio vengano controllate.

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