Nel nome di papà Giovanni Battista

Ospite di Filippo Brusa, nella novantanovesima puntata di Mondo Galoppo, Mirco Demuro si racconta, partendo dalla vittoria di domenica scorsa nelle Oaks giapponesi, dedicata al padre scomparso a settembre, proprio come ha fatto il fratello Cristian col quinto successo personale nel Derby delle Capannelle

Domenica 23 maggio 2021, Cristian Demuro ha vinto il suo quinto Derby di galoppo alle Capannelle, in sella a Tokyo Gold, nome evocativo, visto che, proprio nella capitale del Giappone, qualche ora prima, il fratello maggiore Mirco aveva sbancato le Yushun Himba, Oaks nipponiche, con Uberleben, conquistando così la prima affermazione dell’anno in un Gruppo 1.
Da un continente all’altro, i fratelli Demuro, subito dopo il traguardo, hanno indicato il cielo per ricordare il loro papà Giovanni Battista, scomparso nello scorso mese di settembre, a 68 anni.
Filippo Brusa celebra queste due vittorie «nel nome del padre» dedicando la novantanovesima puntata di Mondo Galoppo a Mirco Demuro, diventato papà, per la terza volta, il 22 aprile, con la nascita di Joshua. È l’occasione per una lunga chiacchierata non solo sull’attualità ma anche su alcuni momenti dell’esaltate passato vissuto in Italia dal fantino, pronto a raccontare particolari inediti della sua prima vittoria nel Derby italiano – quella ottenuta nel 2002 insieme a Rakti (la seconda era arrivata in sella a Worthadd nel 2010) – e a commentare una immagine suggestiva della premiazione: accanto a Mirco c’è, oltre alla sorella Pamela, un giovanissimo Cristian che, a soli dieci anni, appare già un predestinato.
La trasmissione si chiude con un aneddoto sulla rivalità fra i due fratelli fantini. Mirco torna con la memoria al 2013, per parlare dell’Oka Sho G1 del 2013, le Mille Ghinee giapponesi che era convinto di vincere con Red Oval: «Cristian era stato ingaggiato all’ultimo minuto per montare Ayusan che, a duecento metri dal traguardo, mi sembrava di poter battere facilmente. Ne ero così convinto da gridare “ciao” a mio fratello, che invece non ha mollato e, dopo essere passato per primo sul palo d’arrivo, mi ha ribattuto: “Ciao a chi?”. Cristian è così: tenace fino alla fine».

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