Appalti, l’ira di Fisascat: “Ripartenza selvaggia”

A pochi giorni dalla mobilitazione nazionale per la "clausola sociale", tocchiamo con mano i primi effetti della sua cancellazione: Giuseppe d'Aquaro (Cisl): "La logica è semplice: tagliare il più possibile per far quadrare i conti, alla faccia dell'esperienza, della qualità e dei diritti. Noi non ci stiamo, ho già chiesto un incontro al Prefetto"

A pochi giorni dalla manifestazione nazionale sul rinnovo del contratto relativo agli appalti (per rivedere quanto accaduto nel presidio di CGIL, CISL e UIL a Varese, clicca qui), la Fisascat dei Laghi si sofferma sugli effetti, già drammaticamente tangibili, dell’eliminazione della clausola sociale, che, in caso di cambio di appalto, garantiva il mantenimento dei lavoratori provenienti dalla ditta uscente.

Oggi Rete55 incontra alcuni lavoratori a rischio taglio e il segretario della sigla Cisl Giuseppe D’Aquaro, il quale spiega: “L’approccio e i toni sono già cambiati, il rischio di riduzioni drastiche è palese. Ma noi non ci stiamo. Al Prefetto chiediamo un incontro con Regione Lombardia, ASST e privati”.

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