Governo al capolinea, 3 punti di vista varesini

Abbiamo chiesto un'opinione a caldo a tre senatori del territorio: Alessandro Alfieri, Stefano Candiani e Gianluigi Paragone

Mario Draghi si è definitivamente dimesso, dividendo il Paese tra coloro che vedono la caduta del suo governo come una sciagura destinata ad aggravare i tanti problemi già in essere, e coloro che, al contrario, ritengono sia meglio tornare in fretta alle urne e ridare la parola al popolo (cosa che potrebbe accadere già alle porte dell’autunno, tra il 18 Settembre e il 2 Ottobre).

Abbiamo chiesto una reazione a caldo a tre Senatori eletti in provincia di Varese, i quali danno dell’accaduto tre letture diverse.

Il più deluso e preoccupato è sicuramente l’esponente PD Alessandro Alfieri, il quale dichiara amaramente conclusa la parentesi di collaborazione coi grillini: “La prospettiva politica è chiara: dopo il voto di ieri con i 5 Stelle è stato scavato un solco.

Chi non ha votato la fiducia non si rende conto di quello che ha fatto.

Questa prospettiva ora la si costruisce con chi vuol continuare con l’agenda Draghi con al centro lo sviluppo sostenibile, il contrasto all’inflazione, il sostegno ai salari e la difesa delle fasce più deboli”.

Polemico con l’ormai ex premier il leghista Stefano Candiani, intervenuto in aula con parole di pietra rivolte, in particolare, al Ministro dell’Interno Lamorgese, rea, secondo il partito di Matteo Salvini, di non aver minimamente arginato il fenomeno migratorio (tornato, dice l’ex sindaco di Tradate, a cifre preoccupanti). Insieme a Berlusconi, il leader del Carroccio aveva invocato un cambio di passo, con Draghi al timone di un governo senza i Cinque Stelle: proposta irricevibile, secondo il premier dimissionario.

Ora la parola d’ordine, secondo Candiani, è chiarezza, che potrà essere garantita solo se si tornerà alle urne. Il senatore aveva già anticipato a Rete55 alcuni dei concetti espressi ieri (per rivedere la sua intervista, cliccate qui).

Lapidario, infine, Gianluigi Paragone (ieri Cinque Stelle, oggi Italexit). Quando gli chiediamo se gli italiani abbiano più da guadagnare o da perdere a seguito della caduta del governo, risponde: “Non mi sembra che gli italiani possano dire che col governo Draghi le loro tasche fossero non dico più ricche ma addirittura alla pari con qualche anno fa. Doveva essere il più bravo, è risultato il più amico di banche e multinazionali“.

 

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