Don Luca Violoni: “Non c’è cura senza coscienza”

Il sacerdote, oggi a Milano ma per lunghi anni punto di riferimento delle giovani generazioni varesine, l'emergenza del coronavirus può rientrare solo se ci si affida alla cultura del rispetto e dell'altruismo

Dalla grande fuga notturna, dalla Stazione Centrale di Milano all’assalto ai supermercati, dall’indifferenza nei confronti di regole e raccomandazioni, alla superficialità di alcuni approcci. L’emergenza del coronavirus fa emergere il meglio, ma anche il peggio delle persone. Per Don Luca Violoni, sacerdote, docente, scrittore, educatore, molto amato tra i varesini, nonostante ormai da diversi anni operi in provincia di Milano, artefice di un breve quanto efficace videomessaggio inviato al direttore di Rete55 Matteo Inzaghi, la stella polare si riassume in una sola parola: coscienza.

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