Davide Girardi è il primo acquisto dei Mastini in vista della nuova stagione. L’attaccante ventiduenne arriva dall’Unterland (Alps Hockey League), dove in quattro stagioni ha collezionato 123 presenze e 63 punti. Giocatore tecnico e playmaker, predilige l'assist al gol e garantisce costanza e affidabilità.
Reduce da un infortunio alla spalla, Girardi ha scelto Varese per ritrovare "fuoco e adrenalina" grazie alla spinta del pubblico. Sarà una pedina centrale nel nuovo progetto "linea verde" di coach Dave Rich.
Ecco le sue prime dichiarazioni da giocatore giallonero:
“Sono un giocatore a cui piace paragonarsi ad un"‘playmaker" del basket, nel senso che mi trovo a mio agio quando devo fare gioco per la squadra e servire i compagni. Infatti, mi sento più un assistman che un goleador, anche se ovviamente so farmi trovare al posto giusto al momento giusto. In posizione di attacco faccio un gioco un po' diverso gravitando in posizione più centrale e anche quando mi trovo davanti alla porta spesso sporco il disco. Quando segno, in pratica, difficilmente lo faccio con un tiro pulito. Comunque sono più soddisfatto quando faccio assist".
"Dopo l’operazione alla spalla a fine anno scorso sono dovuto stare fermo un po’ di tempo, ma ora già ho ripreso ad allenarmi e sto bene. Volevo cercare una nuova avventura, anche fuori dal campionato di Alps e ho pensato a Varese come prima scelta. Mi hanno parlato bene dell’ambiente e soprattutto della spinta del pubblico. Ho bisogno di ritrovare un po’ quel fuoco dentro, per me stesso. Ho bisogno di sentire quella spinta in più. In questi casi il pubblico può sicuramente aiutarmi a riassaporare fuoco e adrenalina, sensazioni che vorrei ritrovare e che sono importanti per un giocatore di hockey. Ho avuto diversi allenatore scandinavi, tra finlandesi e svedesi. A Varese ci sarà un coach canadese, ma non mi spaventa provare un gioco diverso, anzi, credo che mi possa adattare molto bene a un nuovo sistema di gioco. Sicuramente questo è uno stimolo in più per ritrovare ciò che vado cercando e che avevo un po’ perso.”






